7 giugno 2011

CONTAINER CITY LA MIA CASA IN UN CONTAINER. Economica. Ecologica.

Vivere in un container può sembrare una rivoluzione. Soprattutto in Italia dove la parola “casa” viene immediatamente associata al cemento e mattoni e al calore del focolare domestico. Ma è un’alternativa da mettere in opera . Soprattutto oggi, con il costo delle case, la crisi economica degli ultimi tempi e le crescenti preoccupazioni ambientali.
La casa container è infatti economica, veloce da costruire e soprattutto rispettosa dell’ambiente. In alcuni paesi europei la casa container è già una realtà. Non solo come soluzione abitativa d’emergenza ma come fissa dimora.
A Londra ed  Amsterdam esistono già due Container City costruite per l’80% da materiali riciclati. E in California, dove le case non sono semplici appartamenti, hanno già spopolato le ville container. Vere proprie dimore di lusso dotate di ogni confort ma sempre con un occhio all'impatto ambientale.
Nella visita che ho fatto ad Amsterdam sono stato allo studentato container,un vero e propio quartiere multi-piano con tutti i confort,mini-appartamenti modulari dal costo base di 13 mila euro cadauno, meno della metà di quello che si spenderebbe, a pari qualità abitativa, sicurezza sismica, e consumo di suolo per case di legno e case su ruota.
I Container sono ( e non potrebbero ) una soluzione per case popolari,case degli studenti,centri culturali,ecc ecc.
Migliaia di studenti fuori-sede che si sono iscritti nell'università dell'Aquila non hanno un posto in città dove alloggiare. Un problema enorme e che va risolto in tempi brevi. Tra le soluzioni prospettate c'è quella delle case su ruote e case di legno, ed anche quella dei container. Non tutti sano infatti che ad Amsterdam con container ad alto contenuto tecnologico è stata realizzata una casa dello studente per 5mila persone, a costi e consumo di suolo contenuti, e che rappresenta un fiore all'occhiello, non nato da un'emergenza, dell'ateneo olandese.

In Italia circolano migliaia di container e quasi altrettanti giacciono uno sopra l'altro nei piazzali dei porti in attesa di essere demoliti. Per le compagnie marittime, infatti, risulta spesso più costoso riportarli vuoti nel luogo di partenza per riutilizzarli che riacquistarne  nuovi.
L'opportunità di riuso e riciclo, quindi, non può sfuggire: SI PUO' FARE !


Angelo Corsi